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PARCHI |
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LA MONTAGNA |
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RISERVA NATURALE MONTE LABBRO |
comune di Arcidosso. anno di istituzione: 1998
gestione: provincia di Grosseto
il monte labbro (o labro) si trova sul versante sud-ovest del monte
amiata.
la riserva si estende per oltre 650 ettari.
tutto il territorio è di media montagna, con rilievi come il monte
omonimo, che raggiunge i 1.190 metri. la vegetazione arborea è
scarsa, in alcune zone limitate si trovano cerri, castagni, olmi,
noccioli e aceri. e' presente la viola etrusca.
numerose le specie faunistiche: il gatto selvatico, la puzzola, la
faina, la martora e il tasso. tra i falconiformi è possibile
osservare il biancone, il falco pecchiaiolo, la poiana, le albanelle,
e il lanario. ai rapaci si aggiungono anche il passero solitario, il
codirossone, il culbianco, e il sordone. numerosi sono i rettili: il
biacco, la biscia d'acqua, le vipere e le testuggini di hermann. da
segnalare, sulla sommità del monte labbro, la presenza di alcuni
edifici di importanza storico-culturale, risalenti al movimento
giurisdavidico di daniele lazzaretti. |
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IL PARCO FAUNISTICO DELL'AMIATA |
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all'interno della riserva naturale monte labbro esiste, da tempo, il
parco faunistico dell'amiata gestito dalla comunità montana. il
parco occupa 120 ettari ed è definito, dai tecnici, un "wild park"
sul modello tedesco. tra gli ospiti cervi, daini, mufloni ed
esemplari di camoscio e capriolo. e' presente anche il lupo
appenninico. |
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RISERVA NATURALE MONTE PENNA |
Comune di Castell'Azzara.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1996
un gruppo di rilievi, alle pendici sud-orientali dell'amiata,
costituisce la riserva del monte
penna. emerge in altezza il monte civitella (1107 metri).
la zona è estremamente interessante dal punto di vista geologico con
fenomeni di carsismo e le numerose grotte. significativa anche
l'area del monte elmo.
nel bosco vicino la fonte, del monte penna, si trovano l'acero
campestre, l'acero trilobo,
l'acero montano e l'acero obtusatum. vicino all'abitato di selvena
vi sono piante di castagno di eccezionali dimensioni. nella riserva
vivono uccelli come la poiana, l'allocco e il gufo comune e
mammiferi come la volpe l'istrice, il cinghiale, il capriolo, la
donnola, la puzzola, la faina, e la martora. infine di grande
interesse il popolamento di pipistrelli nelle grotte vicino a
Castell'Azzara. |
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RISERVA NATURALE ROCCONI |
comuni di Roccalbegna e Semproniano.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione:1998
la riserva si estende nell'alta valle dell'albegna con una
superficie complessiva di 371 ettari. il territorio è formato da
colline con un'altitudine massima che varia da circa 500 metri sul
livello del mare nella parte settentrionale ai 200 metri del confine
meridionale.
alla base di altissime pereti rocciose di calcare massiccio scorrono
i fiumi albegna e rigo.
le zone boscate sono costituite da aree con prevalenza di roverella
e cerro, leccio flora
arbustiva e arborea ripariale, in altre aree prevalgono invece
oliveti, prati, pascoli, incolti
e piccoli seminativi, intercalati da folte siepi di biancospino,
rovo, olmo, prugnolo e corniolo. straordinaria è la varietà di
orchidee spontanee (25 le specie censite).
per la fauna esclusiva è la presenza di rari rapaci diurni come il
biancone e il lanario, ed
interessante quella di esemplari della tartaruga di hermann e di
alcuni rettili come il cervone, il biacco, la biscia d'acqua, la
vipera comune e il colubro di riccioli.
tra i mammiferi si trova il gatto selvatico, la mortora, il tasso e
sporadicamente il lupo e la lontra. la rilevanza faunistica
all'interno di rocconi è però soprattutto ornitologica.
sono infatti presenti moltissime specie inserite nelle "liste rosse"
europee e tutelate dalla convenzione di berna: l'albanella minore,
l'assiolo, l'averla capirossa, il falco pecchiaolo, il gufo comune,
il martin pescatore, il picchio verde e il merlo acquaiolo. |
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RISERVA NATURALE PESCINELLO |
Comune di Roccalbegna.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1998
la riserva si trova nell'alta valle dell'albegna, sulla riva
sinistra del fiume, a monte dell'
abitato di roccalbegna.
si estende su una superficie complessiva di 149 ettari con un'area
contigua di altri 92.
il territorio è collinare, con rilievi, come poggio crivello e
poggio cerrino, che hanno altezze medie, superiori agli 800 metri
sul livello del mare. pescinello presenta la stessa formazione
geologica della riserva di rocconi con calcari vari: rosso
ammonitico, calacareniti, a argilliti e diaspri. la flora di questa
area è straordinaria, tanto che all'interno della riserva
sopravvivono vecchi alberi di dimensioni straordinarie.
negli stagni e nelle sorgenti oltre ai comuni tritoni, crestato e
italico, si possono trovare due rarità: l'ululone dal ventre giallo
e il gambero di fiume. |
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RISERVA NATURALE POGGIO ALL'OLMO |
Comune di Cinigiano.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1998
insieme alle aree protette di monte labbro e monte penna, al parco
faunistico, la riserva di poggio all'olmo, completa il sistema di
salvaguardia del territorio amiatino.
la superficie (434 ettari) interessa in particolare le campagne e i
boschi che si estendono alla periferia del borgo di monticello
amiata. il territorio è prevalentemente montano, con i rilievi
principali costituiti da poggio all'olmo (1011 metri), poggio
materaio (936 metri) e poggio la torretta (854 metri). nell'area di
poggio all'olmo, emerge per la sua maestosità un pero - monumento a
cui si legano una vecchia leggenda e una filastrocca. |
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ZONA DI PROTEZIONE LUNGO LE ROTTE DI MIGRAZIONE
DELL'AVIFAUNA. PARTE ALTA DEL MONTE AMIATA |
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la zona di protezione, istituita sulla parte alta del monte amiata
per salvaguardare l'avifauna migratoria, occupa una superficie di
1.565 ettari. |
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LE COLLINE METALLIFERE |
CENTRO EUROPEO PER LA
SALVAGUARDIA DELLE TARTARUGHE
Comune di Massa Marittima
Provincia: Grosseto
Tel. (0039) 0566.940083 |
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Centro CARAPAX |
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E' un luogo unico in Europa ove tantissime
tartarughe, grandi e piccole, italiane ed esotiche vengono accolte,
studiate, riprodotte, rimpatriate e reintrodotte in natura. Il
centro è aperto al pubblico che vi può passeggiare tra gli alberi
secolari lungo un bellissimo percorso dove si incontrano le nostre
tartarughe mediterranee terrestri e d'acqua. Per i bambini c'è un
parco giochi attrezzato ed un luogo per il pic-nic. Si vede in
diretta la clinica delle tartarughe, l'incubazione delle uova, la
nascita dei piccoli, la maternità. Volontari e studenti danno
spiegazioni necessarie e c'è anhe il cinema-bar delle tartarughe.
Nella zona "Esotia" si vedono le tartarughe giganti del Sahel e
tartarughe azzannatrici, tartarughe alligatori e tartarughe
amazzoniche dalle zampe rosse. |
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Centro CICOGNE |
Con la più grande voliera d'Italia 8presso il
centro carapax a Massa Marittima).
Il Centro carapax ospita anche una colonia di cicogne bianche
nell'ambito del progetto per la salvaguardia i questi bellissimi
ucelli. Si sta tentando i restaurare la rotta di migrazione delle
cicogne dall'Europa all'Africa facendo tornare allo stato selvatico
questo magnifico uccello nei cieli d'Italia. Le cicogne si vedono da
vicino, in contatto con il pubblico che può entrare nella voliera
grande quanto un campo di calcio ed alta fino a 25 metri. Venite a
vedere le parate nuziali, la costruzione del nido e i piccoli. Tutto
ciò in un quaro paesaggistico bellissimo a Massa marittima |
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RISERVA NATURALE TORRENTE FARMA |
comuni di Roccastrada e Monticiano.
gestione: provincia di Grosseto.
anno di istituzione: 1996
si estende per 1500 ettari di valli e colline con boschi, piccoli
spazi coltivati e appezzamenti destinati al pascolo. al centro
dell'area, su un crinale che divide il torrente farma dal fosso
lanzo, si trova il castello e la fattoria del belagaio. tra le
rarità botaniche presenti vi sono la betulla, il tasso, il bosso, il
brugo e l'agrifoglio. tra i mammiferi si trova la lontra e il ferro
di cavallo maggiore e minore oltre la martora, la puzzola, e il
gatto selvatico.
poco distante dal castello del belagaio, in prossimità della riva
destra del fiume, c'è un
piccolo laghetto naturale chiamato "stagno della troscia";
costituisce l'habitat ideale del tritone alpestre. |
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RISERVA NATURALE LA PIETRA |
Comune di roccastrada e Chiusdino.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1996
la pietra è caratterizzata da ampie superfici forestali. le quote
maggiori si raggiungono sul poggio ricavolo (533 metri slm) e sul
poggio alto (512 metri slm). il caratteristico sperone roccioso
denominato la pietra (442 metri slm) le da il nome. la vegetazione è
costituita dal carpino nero, carpino bianco, cerro, leccio, acero
campestre, orniello, nocciolo, corniolo, olmo e faggio, rovere,
erica scoparia, e viburno, roverella, acero di montpellier.
l'eccezionalità delle condizioni climatiche ha reso possibile la
vita di specie che trovano
l'optimum ecologico sopra i 1000 metri, come la genista sagittalis e
il lupinus grecus.
e' possibile osservare il falco pecchiaiolo e il biancone che
nidificano nella zona. |
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RISERVA NATURALE CORNATE E FOSINI |
Comune di Montieri e Radicondoli.
gestione: provincie di Grosseto e siena.
anno di istituzione: 1996
le cornate sono una meta di rilievo nazionale. si tratta di un
massiccio montuoso che supera ampiamente i 1000 metri di altezza ed
è costituito da un complesso di rupi calcaree a strapiombo. la
prateria arida che sovrasta il monte è una zona di grande interesse
geologico con presenze rilevanti di fauna e di flora.
al piede delle cornate verso siena si trova il castello di fosini,
mentre sul versante grossetano si trovano le cave di rosso
ammonitico (note per aver fornito il materiale di colore rosa per la
pavimentazione del duomo di siena) e i resti di un'antica miniera
d'argento (del xii secolo) sul poggio mutti. le cornate sono
considerate una delle migliori postazioni per l'osservazione
notturna degli astri per lo scarso inquinamento aeroluminoso della
zona. |
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PARCO INTERPROVINCIALE MONTIONI |
Comuni di Follonica, Massa Marittima, Suvereto, Campiglia Marittima
e Piombino.
gestione: provincia di Grosseto e livorno.
anno di istituzione: 1998
il parco ha una estensione di circa 7000 ettari e raggiunge
l'altezza massima di 300 metri (poggio al chiecco). il territorio è
caratterizzato dalla presenza di testimonianze storiche ed
artistiche: dai resti degli insediamenti protostorici, a quelli
etruschi e romani cui si sovrappongono edifici medievali come la
pievaccia, i ruderi del castello di montioni vecchio, le terme di
montioni e varie testimonianze di archeologia medievale come le cave
di allume. all'interno del perimetro del parco si trova la riserva
naturale statale di poggio tre cancelli. i colli del parco di
montioni sono ricoperti da una fitta vegetazione dove prevale il
leccio, misto talvolta a caducifoglie. frequenti anche aree
precedentemente coltivate ed oggi colonizzate da nuove specie
vegetali in via di sviluppo (gariga e macchia bassa). la fauna è
rappresentata da ungulati come il capriolo e il cinghiale, uccelli
silvicoli ed infinite specie legate al bosco e alle radure. |
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OASI DI PROTEZIONE FAUNISTICA PADULE E COSTIERE
DI SCARLINO |
gestione: provincia di Grosseto.
anno di istituzione: 1998.
superficie anpil: 745 ha
l'oasi di protezione comprende soprattutto terreni di proprietà
pubblica per una superficie
complessiva di oltre mille ettari. le costiere sono un'area boscata
e agraria adiacente ad una zona paludosa. qui vivono alcune specie
minacciate come il tarabuso, il falco di palude e il forapaglie
castagnolo. nell'oasi nidificano la cannaiola, il pendolino, la
poiana, il gheppio, l'upupa, la civetta, il torcicollo, e
l'allodola. tra l'avifauna svernante c'è l'albanella reale, l'oca
selvatica, le anatre di superficie come il germano reale,
l'alzavola, la marzaiola, il fischione e per i rallidi. l'area
boscata coincide con l'anpil ed è costituita da estesi forteti, ma
anche da caducifogliecome il cerro e da pinete. |
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RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE
BELAGAIO |
comune di Roccastrada.
anno di istituzione: 1980
la riserva naturale statale di popolamento animale del belagaio si
inserisce nel sistema di riserve naturali del farma-merse, un
insieme di ambienti diverse collegati tra loro attraverso spazi di
integrazione, gestione programmata e tutela diffusa. la riserva
presenta una parte del territorio a seminativo e una parte boscato,
sul versante del
torrente farma. all'interno della riserva si trova il castello del
belagaio e altri edifici storici. qui si trovano il picchio rosso
maggiore e il picchio muratore, l'allocco, la civetta e
probabilmente il gufo comune. il nome del castello del belagaio
deriva da "pelagus", l'acquitrino che esisteva nell'avvallamento
davanti al castello. l'area fu bonificata grazie alla costruzione di
un cunicolo di scolo che, passando sotto gli edifici, sbuca nella
val di farma. il castello del belagaio, come gli altri manieri
fortificati della nostra provincia, è passato di mano tra i potenti
che alternativamente si sono imposti nella zona. e' stato possesso
della famiglia aldobrandeschi, dell'abbazia di san lorenzo al lanzo,
degli
ardengheschi e dei grottanelli. fu proprio il conte lorenzo
grottanelli a trasformarlo in villa-fattoria. |
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RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE
MARSILIANA |
comune di Massa Marittima, Follonica e Suvereto.
anno di istituzione: 1980
la riserva naturale statale di popolamento animale di marsiliana
copre una superficie di circa 450 ettari limitrofi al parco
interprovinciale di montioni. si tratta di un'area collinare con
altitudine media di 120-180 metri sul livello del mare,
caratterizzata da zone agricole alternate a vegetazione naturale
costituita da cedui di sclerofille sempreverdi.
interessante il progetto pilota per la conservazione e la
valorizzazione della razza equina e bovina maremmana. |
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RISERVA NATURALE STATALE BIOGENETICA TOMBOLI DI
FOLLONICA |
comune di Scarlino e Follonica.
anno di istituzione: 1977
la riserva naturale statale tomboli di follonica è un'area protetta
particolare. una parte, infatti, si trova all'interno dell'abitato
di follonica e comprende due parchi pubblici (la pineta di levante e
quella di ponente). l'area protetta interessa una superficie
complessiva di 55 ettari, di cui 11 adibiti a giardino pubblico. si
estende lungo il litorale partendo dal puntone di scarlino fino a
senzuno. |
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RISERVA NATURALE STATALE BIOGENETICA
SCARLINO-POGGIO SPEDALETTO |
comune di scarlino.
anno di istituzione: 1977
la riserva naturale biogenetica di poggio spedaletto è il
prolungamento dell'oasi faunistica del padule e delle costiere.
l'area protetta ricade all'interno del comune di scarlino e confina
con la riserva biogenetica tomboli di follonica. in totale copre una
superficie di 51 ettari sull'omonimo poggio Spedaletto. La
vegetazione è costituita in prevalenza da leccio ed in un crinale da
una pineta adulta di pino domestico dove, nel sottobosco, spicca il
ginepro coccolone. Cinghiale, volpe, faina, donnola, istrice, tasso
e riccio sono ospiti abituali di questi boschi. tra i rettili si
segnala la testuggine terrestre, la lucertola, il ramarro e la
vipera. L'avifauna è caratterizzata da colombacci (svernanti),
ghiandaie e più in generale passeriformi. |
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RISERVA NATURALE STATALE INTEGRALE POGGIO TRE
CANCELLI |
Comune di Follonica.
Anno di istituzione: 1971
La riserva ricade all'interno del Parco interprovinciale di Montioni.
Si estende per 99 ettari, 50 di riserva propriamente detta e 49
destinati a fascia di protezione. La flora attuale è caratterizzata
da boschi con enormi esemplari di leccio, cerro e sughera,
formazioni di orniello, corbezzolo, carpino nero, fillirea latifolia,
erica, carpino bianco, acero trilobo, corniolo, alaterno, lentisco,
mirto, viburno, sordo domestico, ciavardello. Numerosi sono i rapaci
diurni e notturni come il gheppio, la poiana, la civetta e il
barbagianni. Tra i mammiferi dominano il capriolo e il cinghiale.
Frequenti anche gli incontri con l'istrice, il riccio, lo
scoiattolo, il tasso, la volpe, e la
faina. |
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IN COLLINA |
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RISERVA NATURALE BASSO MERSE |
Comune di Civitella Paganico, Murlo e Monticiano.
Gestione: Provincia di Grosseto e Siena
Anno di istituzione: 1996
Una cerniera boschiva di oltre duemila ettari situata lungo la valle
del torrente Merse che
unisce le province di Siena e Grosseto, caratterizzata da un
paesaggio collinare.
In tutta l'area prevale una vegetazione a sclerofilla sempreverde
mediterranea.
Le associazioni a dominanza di leccio, specialmente a quote basse
(in prossimità del Merse) e nelle situazioni più fresche, si
arricchiscono di caducifoglie come cerro, roverella, orniello, e
capino nero, oltre a salici, pioppi, frassini e ontani lungo il
fiume. |
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RISERVA NATURALE MONTAUTO |
Comune di Manciano.
Gestione: Provincia di Grosseto.
Anno di istituzione: 1996
Si estende per 199 ettari, in parte di proprietà dell'Enel,
all'interno del Comune di Manciano. Confina con la provincia di
Viterbo, a stretto contatto con l'Oasi WWF di Vulci.
L'area è caratterizzata da un bacino idrico e da una cava,
attualmente in disuso.
Vicino all'acqua prevalgono formazioni di arbusti, molte specie
erbacee. Assai limitati sono i boschi con prevalenza di pioppo e
frassino meridionale. Tra l'avifauna è possibile incontrare l'albanella
reale, lo sparviero, il gheppio, il falco pescatore, il barbagianni,
l'assiolo, la civetta, il martin pescatore, oltre agli aironi
cenerini le nitticore e la sgarza dal ciuffetto. Tra i mammiferi ci
sono donnola, puzzola, faina, cinghiale, capriolo, volpe e istrice.
Nel fiora si trovano la lontra ed il gambero di fiume. |
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DAL PADULE AL MARE |
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PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO TOSCANO |
Comune di Isola del Giglio.
Anno di istituzione: 1996
Il parco nazionale dell'Arcipelago Toscano copre un'area complessiva
di 18 mila ettari di territorio e oltre 40 mila di superficie di
mare. E' gestito dall'Ente omonimo, che ha sede a Portoferraio
(Isola d'Elba). Il parco interessa la provincia di Livorno e solo
marginalmente quella di Grosseto. Rientra, infatti, nel suo
perimetro un lembo meridionale dell'Isola del Giglio e la vicina
Giannutri, limite meridionale dell'Arcipelago.
In totale 6400 ettari. |
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RISERVA NATURALE LAGUNA DI ORBETELLO |
Comune di Orbetello.
Gestione: Provincia di Grosseto.
Anno di istituzione: 1998
La riserva occupa una superficie di 1553 ettari. Al suo interno
anche il bosco di Patanella e le pertinenze di Casa Giannella,
conosciute come la Riserva Naturale Statale di Popolamento Animale
Laguna di Orbetello, gestita dal WWF Italia. La flora è costituita
da una pineta litoranea (pino marittimo e domestico) e da
vegetazione sclerofillica con ginepro fenicio e coccolone, filliree,
alaterno, smilace, lentisco e mirto, leccio, sughera, orniello e
roverella. Importanti tra la fauna le presenze dell'aquila anatraia
maggiore, l'aquila di mare, gli svassi, i fenicotteri, le anatre e
le folaghe.
E' zona umida di importanza internazionale ai sensi della
convenzione di Ramsar. |
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ZONA DI PROTEZIONE LUNGO LE ROTTE DI MIGRAZIONE
DELL'AVIFAUNA. LAGO DI SAN FLORIANO |
Comune di Capalbio.
Anno di istituzione: 1998
La zona di protezione è stata istituita per il grande valore che
questa area riveste per l'avifauna acquatica. Occupa una superficie
di 30 ettari all'interno del Comune di Capalbio ed è gestita dalla
Provincia di Grosseto.
Tra gli uccelli presenti si segnalano il beccaccino, l'airone
cenerino, la moretta e il moriglione. Nelle aree circostanti sono
presenti lepri, cinghiali, volpi, tassi e istrici. |
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ZONA DI PROTEZIONE LUNGO LE ROTTE DI MIGRAZIONE
DELL'AVIFAUNA. POGGIO CANALONI |
Comune di Monte Argentario.
Anno di istituzione: 1998
La zona di protezione interessa 400 ettari, nella fascia di terra
che va dalla Rocca di Porto Ercole fino a Punta Ciana. E' un'area
con una grande densità floristica con specie rare. Poggio Canaloni
ha grande rilievo per la conservazione dell'avifauna delle garighe e
degli ambienti rupicoli, sia nidificante che svernante. Vi è stato
avvistato anche il falco naumanni. |
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RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO
ANIMALE. DUNA DI FENIGLIA |
Comune di Orbetello.
Anno di istituzione: 1998
Nata nel 1971 la Riserva si estende su 474 ettari.
Interessa il corridoio di levante che collega l'Argentario alla
terraferma, che è caratterizzato da un vasto impianto artificiale di
pino domestico con rare specie di uccelli nidificanti: il lodolaio e
il gufo comune. |
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RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO
ANIMALE. LAGO DI BURANO |
Comune di Capalbio.
Anno di istituzione: 1980
La riserva, riconosciuta anche come Zona di Importanza
Internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, è stata
istituita nel 1980 ed è gestita dal WWF.
Occupa una superficie di 410 ettari compresi tra Ansedonia e il
Chiarone, di cui 140 occupati dal lago. E' un'area molto ricca dal
punto di vista della flora e della fauna.
Sulla spiaggia ci sono gigli di mare, soldanelle di mare e santoline,
cespugli di ginepro fenicio e coccolone. Nel sottobosco lentisco,
mirto, fillirea, erica e ginepro. Il bosco è composto da leccio,
sughere, roverelle, aceri e rovere. La fauna è caratterizzata da
oche selvatiche, gabbiani, beccapesci, tarabusi e aironi cenerini,
numerosi usignoli di fiume, cannareccioni, forapaglie castagnoli e
migliarini di palude, anatre morette e i moriglioni.
Tra i rapaci troviamo il falco di palude e il falco pescatore. La
macchia è popolata da uccelli silvani come capinere e pettirossi,
mentre un ospite tipico è la tortora dal collare.
Sul mare sono sempre più frequenti incontri con specie nordiche come
la sula. Nei prati si possono scorgere pavoncelle e pivieri dorati.
Numerosi i daini. Nella macchia e tra le radure sabbiose della duna
vivono l'istrice, il tasso, il coniglio selvatico, la puzzola e il
riccio. Tra i rettili la testuggine terrestre e palustre, cervoni,
vipere, biacchi, saettoni, lucertole, e ramarri. |
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RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO
ANIMALE. LAGUNA DI PONENTE DI ORBETELLO |
Comune di Orbetello.
Anno di istituzione: 1980
La riserva (circa 30 ettari), si trova nella zona di ponente della
laguna e delimita un lembo di territorio paludoso già protetto con
la precedente istituzione dell'Oasi WWf (1971). In questa area mare
e acqua dolce si miscelano, favorendo la creazione di una
straordinaria varietà di ambienti dove vivono oltre 10 mila anatre
svernanti, nidifica il fenicottero e sono presenti il fraticello, la
sterna comune e la volpoca. Di notevole importanza la presenza di
una "garzaia" di airone cenerino e garzetta. Tra i mammiferi si
segnalano istrici, volpi e tassi. |
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RISERVA NATURALE DIACCIA BOTRONA |
Comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia.
Gestione: Provincia di Grosseto.
Anno di istituzione: 1996.
La Diaccia Botrona si estende su oltre mille ettari di territorio ed
è considerata la più significativa area umida italiana (dal '91
riconosciuta anche di importanza internazionale ai sensi della
Convenzione di Ramsar).
Istituita nel '96 è ciò che rimane dell'antico Lago Prile, che
arrivò ad occupare 50 chilometri quadrati e fu prosciugato nel XIX
secolo.
Il padule occupa, allo stato attuale, circa 700 ettari, a ridosso
della pineta di Castiglione
della Pescaia e si allunga sulla pianura che collega la stazione
balneare con Grosseto.
La Diaccia Botrona possiede un raro e significativo ecosistema, che
ospita un'incredibile varietà di microorganismi viventi, sia
vegetali che animali.E' una vera e propria "banca genetica" che dà
un grande contributo al mantenimento della biodiversità della zona.
Tra i salicornieti, i limoneti, la cannuccia palustre, i giunchi e i
carici, sono presenti anche una quindicina di specie di orchidee.
L'avifauna rappresenta la componente più interessante e spettacolare
della riserva.
Sono, infatti, circa 200 le specie rilevate che si avvicendano
nell'arco dell'anno, di cui circa 80 nidificanti.
Tra le più importanti il falco di palude, l'albanella reale,
l'airone bianco, il falco pescatore,
il nibbio, il falco pecchiaiolo, il chiurlottello, la garzetta, la
sgarza ciuffetto, la pittina
reale, l'airone rosso, il tarabuso, la ghiandaia marina, e il cuculo
dal ciuffo.
Tra i mammiferi troviamo volpi, ricci, istrici, tassi, lepri e
nutrie.
Numerosi sono anche i rettili, tra cui la testuggine palustre, la
biscia dal collare, il biacco, il cervone, il colubro di Esculapio,
la lucertola, l'orbettino, il ramarro, la luscengola, la testuggine
terrestre e il geco.
Le acque sono popolate da pesci, crostacei, anellidi, aracnidi ed
insetti. |
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PARCO NATURALE REGIONALE DELLA MAREMMA |
Comune di Grosseto, Magliano in Toscana.
Orbetello.
Anno di istituzione: 1975
Il Parco naturale della Maremma è nato nel 1975 ed è gestito dalla
Regione Toscana Ente Parco. Si estende lungo il tratto meridionale
della costa maremmana da Principina a Mare fino a Talamone. Il suo
territorio si può dividere in una zona a nord del fiume Ombrone, la
Palude della Trappola, ed una a sud con i Monti dell'Uccellina.
La prima zona, tutta pianeggiante con acquatrini, pozze d'acqua e
dune litoranee, ha scarsa vegetazione.
Partendo dalla spiaggia verso la duna si distinguono formazioni
costituite da ammofile, gigli marini, eringi e soldanelle, mentre
nella zona retrodunale crescono lentisco e olivastro, piante che
precedono la vasta pineta granducale (600 ettari di pini domestici e
marittimi). Sempre vicino alla costa ecco la classica macchia
mediterranea con prevalenza di leccio e filliree, corbezzolo,
eriche, ginepri coccoloni e lici. Nell'entroterra alle specie
sempreverdi si associano specie caducifoglie come orniello cerro,
roverella, acero minore, e sughera. Numerosa la fauna, tra cui il
cinghiale e il daino insieme all'istrice, tasso, volpe, riccio,
donnola, faina e nutria. Tra gli uccelli acquatici da segnalare
codoni e fischioni, germani reali e alzavole, moriglioni, mestoloni,
morette, e marzaiole. Oltre agli anatidi è possibile osservare
chiurli, cavalieri d'India, aironi, falchi di palude, albanelle
reali e albanelle minori.
(tel. 0564/407111) |
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