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Diaccia    Botrona

"Passeggiate adatte anche per bambini piccoli"

 

Per accedere alla Riserva Naturale seguire le indicazioni per l'Isola Clodia e per la Casa Rossa. L'ambiente è molto suggestivo e ricco di volatili. All'interno del parco (ingresso gratuito) è possibile ammirare: aironi bianchi, aironi rossi, anatre, il falco di padule ed il Cavaliere d'Italia.

Casa  Rossa

"Passeggiate adatte anche per bambini piccoli"

Da Castiglione, in direzione di Marina di Grosseto, attraversato il ponte Giorgini, si svolta subito a sinistra prendendo la strada che costeggia il fiume Bruna. La Casa Rossa, o Fabbrica delle Cateratte, domina il Padule della Diaccia Botrona. Proseguendo a piedi è possibile visitare il padule per circa 2 Km. La Casa Rossa fu costruita dall'Ing. Ximenes fra il 1766 e il 1768, durante i lavori di bonifica della zona voluti dal Granduca Pietro Leopoldo, per regolare il deflusso delle acque della palude impedendo il riflusso dell'acqua marina.

 


Isola  Clodia

"Passeggiate adatte anche per bambini piccoli"

 

Da Castiglione, in direzione di Grosseto, si percorrono circa 6 Km, fino ad arrivare ai Ponti di Badia, quindi si gira a destra attraversando il fiume Bruna e poco dopo nuovamente a destra, arrivando ad un podere. Davanti a noi sulla collinetta vedremo i resti dell'Abbazia di San Pancrazio al Fango che domina il Padule della Diaccia Botrona.

Parco  della  Maremma

"Passeggiate ed escursioni più impegnative"

ITINERARIO A1: S. RABANO
  • Tempo di visita: 4-5 ore Percorrenza: 6 Km circa.
  • Grado di difficoltà: impegnativo
Il percorso si svolge quasi interamente nella macchia mediterranea, aprendosi raramente in punti panoramici di notevole bellezza. Partendo dalla località Pratini (luogo di sosta per l'autobus del Parco), si costeggia un oliveto abbandonato ai margini di una folta macchia mediterranea, da qui si procede immettendosi in un sentiero all'interno di una zona di macchia alta. Percorso un breve tratto in salita si giunge ad una piccola radura nel bosco che mostra un terreno particolarmente scuro, con tracce di combustione: è una delle numerose carbonaie, presenti all'interno del Parco ed in molte altre zone della Maremma, un tempo adibite alla produzione di carbone.

Alla fine della salita è possibile godere di una splendida vista sull'oliveto appena attraversato, sulle torri d'avvistamento (in basso a sinistra la torre di Collelungo, a destra la torre di Castel Marino; It. A2) oltre che sulla pineta ed il tratto di costa prospiciente.

In breve tempo raggiungiamo la parte pianeggiante del sentiero, che ci porterà verso un belvedere più ampio e panoramico del precedente e, dopo un'altra piccola salita, fino ad una piccola radura situata sulla sommità di Poggio Lecci (417 m s.l.m.), il rilievo più alto del Parco. La zona a prato è ricca di piantine di timo e di elicriso, di cui si avverte, in tutte le stagioni, il tipico, penetrante profumo. Dalla parte più orientale della radura, è possibile scorgere Cala di Forno (It. A4) e gran parte della zona sud del Parco. Da qui, in pochi minuti, raggiungiamo l'Abbazia di S. Maria Alborense, meglio conosciuta come S. Rabano. Si consiglia di fermarsi in questo punto per eventuali soste pranzo, approfittando della presenza di raccoglitori per carte e rifiuti.

L'Abbazia, risalente al secolo XI°, è di notevole interesse e merita una visita. Alcuni alberi plurisecolari (lecci e roverelle) sovrastano maestosi la cinta muraria del complesso, abbarbicati con le loro radici alle antiche pietre. Il sentiero per il ritorno, che inizia proprio di fronte alla chiesa, si svolge completamente in discesa. In breve, si giunge in località "Tre fonti", dove si trovano i ruderi in pietra che racchiudevano antiche sorgenti d'acqua (le uniche della zona), oggi asciutte.

Il tratto finale del sentiero attraversa aree sempre più aride, caratterizzate da una vegetazione folta ed intricata, fino a scoprire, in alcuni tratti, zone a gariga (vegetazione mediterranea tipica dei versanti maggiormente esposti al sole). Infine si arriva all'oliveto di Collelungo, abbandonato da anni e adibito a zona di pascolo per i bovini maremmani. Da qui il sentiero prosegue lungo la strada asfaltata che conduce di nuovo in località Pratini.

 

ITINERARIO A2: LE TORRI
  • Tempo di visita: 3 ore Percorrenza: 5,5 Km circa.
  • Grado di difficoltà: piuttosto impegnativo
Questo è l'itinerario che attraversa tutti gli ambienti naturali del Parco, pertanto il più completo, ma proprio per questo, il più utilizzato dai turisti, pertanto se ne consiglia la visita a chi, non avendo mai visitato il Parco, voglia coglierne, in poco meno di tre ore, gli aspetti salienti.

Il primo tratto del sentiero attraversa una zona boschiva composta da leccio, corbezzolo, alaterno e altre piante caratteristiche della macchia mediterranea, quali erica, lentisco, mirto, fillirea. In questo tratto si nota come l'ambiente abbia subito negli anni l'attività modificatrice dell'uomo, che ha influito sulla composizione della vegetazione e sull'aspetto paesaggistico.

Arrivati ad una piccola carbonaia è possibile effettuare una breve deviazione, per poi tornare sullo stesso bivio e seguire di nuovo l'itinerario. Questa breve variazione del percorso ci conduce ad un punto panoramico di inusitata bellezza, chiamato "apparita". Lo scenario è caratterizzato dalla "piana dei cavalleggeri", un tempo area palustre, nella quale si possono individuare i vecchi canali utilizzati durante la bonifica. Le tappe salienti del nostro percorso: la torre di Castel Marino (in alto a destra), la pineta granducale (al centro), la duna sabbiosa e la torre di Collelungo (a sinistra) si sviluppano intorno a quest'area pianeggiante. Tornati sul sentiero principale, dopo una breve salita si arriva alla prima torre, edificata sull'orlo di una rupe a picco sulla pianura sottostante. Da qui è possibile ammirare il paesaggio più spettacolare del Parco.

Davanti a noi possiamo vedere: la costa e la pineta, e inoltre, il canale per lo scolo delle acque palustri utilizzato durante i lavori di bonifica del territorio, la foce dell'Ombrone con i caselli idraulici e, in lontananza la pianura di Grosseto sino a Castiglione della Pescaia. Quando il tempo lo permette è possibile vedere l'Isola del Giglio, l'Isola d'Elba, due delle Formiche di Grosseto, Montecristo e il Monte Argentario. Ora si scende per un ripido viottolo sassoso, e si arriva nella pineta. Da qui, percorso un breve tratto, si giunge al canale di acqua salmastra, ove, durante la stagione calda, è possibile vedere le graziose tartarughe di palude, si oltrepassa la zona retrodunale coperta di ginepri e si accede alla spiaggia. Le dune costiere, uniche in Italia per la loro dimensione e complessità, meritano una particolare attenzione.

Qui crescono numerose le "piante pioniere", quali i cespugli di ammofila, la cineraria, l'eringio ed in estate, il giglio di mare. Proseguendo sulla spiaggia, si aggira la scogliera di Collelungo e si sale lungo il sentiero che conduce alla omonima torre, da qui, percorrendo il crinale panoramico del rilievo roccioso, si giunge ad un oliveto abbandonato per riprendere, poi, la strada asfaltata per Pratini.

ITINERARIO A3: LE GROTTE
  • Tempo di visita: 4 ore Percorrenza: 8 Km circa.
  • Grado di difficoltà: poco impegnativo
L'itinerario è il meno panoramico poiché si svolge in gran parte in pianura ed all'interno della pineta. Tuttavia, fatta eccezione per il primo tratto che utilizza per buona parte la strada asfaltata che da "Pratini" porta al canale "Scoglietto-Collelungo", il sentiero mostra paesaggi di rara bellezza sul fronte di roccia calcarea che costituisce l'antico confine tra i monti dell'Uccellina ed il mare.

Giunti al termine della strada asfaltata, in corrispondenza della rotonda di Collelungo, si prende a sinistra costeggiando per un breve tratto il canale, superato il quale, ci si inoltra nella pineta Granducale, attraversandola per buona parte della sua lunghezza.

E' interessante notare la ricchezza del sottobosco, costituito da rosmarino, eriche, mirto, lentisco, oltre alla dafne, arricchita in aprile da profumatissimi fiori rosa. Seguendo le indicazioni si arriva ad un ponticello di legno sul canale, attraversato il quale si giunge davanti ad una delle molte grotte originate dall'abrasione marina lungo le falesie calcaree che si affacciano sulle zone pianeggianti. Alcune di queste grotte, come la Grotta della Fabbrica, furono abitate da uomini del paleolitico; la Grotta dello Scoglietto, invece, ha restituito reperti risalenti all'era del bronzo antico.

Attraversando di nuovo il ponticello, si prende il sentiero che fiancheggia il canale, ove, nella buona stagione si possono avvistare le nutrie, che nuotano attraversando il canale o si nutrono ai margini della vegetazione palustre.

Sulle pareti di roccia alla nostra sinistra si possono scorgere, con una certa attenzione, alcuni esemplari di palma nana, che vivono qui allo stato spontaneo, in una delle stazioni più settentrionali per la specie. Alla fine del canale l'itinerario si riunisce alla strada percorsa all'andata, che ci riporta in località Pratini.

 

ITINERARIO A4: Cala di Forno
 

Questo è l'itinerario più lungo del Parco, però, poiché il percorso si sviluppa quasi interamente lungo un comodo sentiero parallelo alla costa, il grado di difficoltà indicato è riferito solamente alla lunghezza in termini di tempo e chilometri, e non alla presenza di tratti particolarmente impegnativi.

La prima parte dell'itinerario, su strada asfaltata, porta da Pratini all'oliveto di Collelungo, da qui si segue l'indicazione A4. Al termine dell'oliveto è possibile godere della vista della spiaggia a sud di Collelungo e del "Paduletto", piccolo lembo di terreno palustre, periodicamente allagato durante le stagioni piovose.

In prossimità di Cala di Forno si attraversa una piccola pineta di pino d'Aleppo (l'unica del Parco) che, nonostante le modeste dimensioni, durante la primavera emana un gradevole ed intenso profumo di resina. Si giunge così a Cala di Forno, bellissima insenatura sabbiosa, un tempo importante centro per l'imbarco del carbone. Sull'altura si scorge la Torre di Cala di Forno (non raggiungibile).

Il rientro è possibile seguendo lo stesso percorso dell'andata oppure, nell'ultimo tratto, si può seguire una breve variazione a sinistra, indicata da una freccia che, attraverso la pineta, ci conduce alla spiaggia di Collelungo; da qui si raggiunge un passaggio sulla sinistra del grande scoglio calcareo che conduce di nuovo alla strada che riporta a Pratini.

 

 

Per ulteriori informazioni o prenotazioni e-mail: rusticomaremma@email.it  -  o telefonare  347/0105945.

ALTRI PARCHI DELLA PROVINCIA

PARCHI
LA MONTAGNA
RISERVA NATURALE MONTE LABBRO
comune di Arcidosso. anno di istituzione: 1998
gestione: provincia di Grosseto
il monte labbro (o labro) si trova sul versante sud-ovest del monte amiata.
la riserva si estende per oltre 650 ettari.
tutto il territorio è di media montagna, con rilievi come il monte omonimo, che raggiunge i 1.190 metri. la vegetazione arborea è scarsa, in alcune zone limitate si trovano cerri, castagni, olmi, noccioli e aceri. e' presente la viola etrusca.
numerose le specie faunistiche: il gatto selvatico, la puzzola, la faina, la martora e il tasso. tra i falconiformi è possibile osservare il biancone, il falco pecchiaiolo, la poiana, le albanelle, e il lanario. ai rapaci si aggiungono anche il passero solitario, il codirossone, il culbianco, e il sordone. numerosi sono i rettili: il biacco, la biscia d'acqua, le vipere e le testuggini di hermann. da segnalare, sulla sommità del monte labbro, la presenza di alcuni edifici di importanza storico-culturale, risalenti al movimento giurisdavidico di daniele lazzaretti.

IL PARCO FAUNISTICO DELL'AMIATA
all'interno della riserva naturale monte labbro esiste, da tempo, il parco faunistico dell'amiata gestito dalla comunità montana. il parco occupa 120 ettari ed è definito, dai tecnici, un "wild park" sul modello tedesco. tra gli ospiti cervi, daini, mufloni ed esemplari di camoscio e capriolo. e' presente anche il lupo appenninico.
RISERVA NATURALE MONTE PENNA
Comune di Castell'Azzara.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1996
un gruppo di rilievi, alle pendici sud-orientali dell'amiata, costituisce la riserva del monte
penna. emerge in altezza il monte civitella (1107 metri).
la zona è estremamente interessante dal punto di vista geologico con fenomeni di carsismo e le numerose grotte. significativa anche l'area del monte elmo.
nel bosco vicino la fonte, del monte penna, si trovano l'acero campestre, l'acero trilobo,
l'acero montano e l'acero obtusatum. vicino all'abitato di selvena vi sono piante di castagno di eccezionali dimensioni. nella riserva vivono uccelli come la poiana, l'allocco e il gufo comune e mammiferi come la volpe l'istrice, il cinghiale, il capriolo, la donnola, la puzzola, la faina, e la martora. infine di grande interesse il popolamento di pipistrelli nelle grotte vicino a Castell'Azzara.

RISERVA NATURALE ROCCONI
comuni di Roccalbegna e Semproniano.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione:1998
la riserva si estende nell'alta valle dell'albegna con una superficie complessiva di 371 ettari. il territorio è formato da colline con un'altitudine massima che varia da circa 500 metri sul livello del mare nella parte settentrionale ai 200 metri del confine meridionale.
alla base di altissime pereti rocciose di calcare massiccio scorrono i fiumi albegna e rigo.
le zone boscate sono costituite da aree con prevalenza di roverella e cerro, leccio flora
arbustiva e arborea ripariale, in altre aree prevalgono invece oliveti, prati, pascoli, incolti
e piccoli seminativi, intercalati da folte siepi di biancospino, rovo, olmo, prugnolo e corniolo. straordinaria è la varietà di orchidee spontanee (25 le specie censite).
per la fauna esclusiva è la presenza di rari rapaci diurni come il biancone e il lanario, ed
interessante quella di esemplari della tartaruga di hermann e di alcuni rettili come il cervone, il biacco, la biscia d'acqua, la vipera comune e il colubro di riccioli.
tra i mammiferi si trova il gatto selvatico, la mortora, il tasso e sporadicamente il lupo e la lontra. la rilevanza faunistica all'interno di rocconi è però soprattutto ornitologica.
sono infatti presenti moltissime specie inserite nelle "liste rosse" europee e tutelate dalla convenzione di berna: l'albanella minore, l'assiolo, l'averla capirossa, il falco pecchiaolo, il gufo comune, il martin pescatore, il picchio verde e il merlo acquaiolo.

RISERVA NATURALE PESCINELLO
Comune di Roccalbegna.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1998
la riserva si trova nell'alta valle dell'albegna, sulla riva sinistra del fiume, a monte dell'
abitato di roccalbegna.
si estende su una superficie complessiva di 149 ettari con un'area contigua di altri 92.
il territorio è collinare, con rilievi, come poggio crivello e poggio cerrino, che hanno altezze medie, superiori agli 800 metri sul livello del mare. pescinello presenta la stessa formazione geologica della riserva di rocconi con calcari vari: rosso ammonitico, calacareniti, a argilliti e diaspri. la flora di questa area è straordinaria, tanto che all'interno della riserva sopravvivono vecchi alberi di dimensioni straordinarie.
negli stagni e nelle sorgenti oltre ai comuni tritoni, crestato e italico, si possono trovare due rarità: l'ululone dal ventre giallo e il gambero di fiume.

RISERVA NATURALE POGGIO ALL'OLMO
Comune di Cinigiano.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1998
insieme alle aree protette di monte labbro e monte penna, al parco faunistico, la riserva di poggio all'olmo, completa il sistema di salvaguardia del territorio amiatino.
la superficie (434 ettari) interessa in particolare le campagne e i boschi che si estendono alla periferia del borgo di monticello amiata. il territorio è prevalentemente montano, con i rilievi principali costituiti da poggio all'olmo (1011 metri), poggio materaio (936 metri) e poggio la torretta (854 metri). nell'area di poggio all'olmo, emerge per la sua maestosità un pero - monumento a cui si legano una vecchia leggenda e una filastrocca.

ZONA DI PROTEZIONE LUNGO LE ROTTE DI MIGRAZIONE DELL'AVIFAUNA. PARTE ALTA DEL MONTE AMIATA
la zona di protezione, istituita sulla parte alta del monte amiata per salvaguardare l'avifauna migratoria, occupa una superficie di 1.565 ettari.

LE COLLINE METALLIFERE
CENTRO EUROPEO PER LA SALVAGUARDIA DELLE TARTARUGHE
Comune di Massa Marittima
Provincia: Grosseto
Tel. (0039) 0566.940083
Centro CARAPAX
E' un luogo unico in Europa ove tantissime tartarughe, grandi e piccole, italiane ed esotiche vengono accolte, studiate, riprodotte, rimpatriate e reintrodotte in natura. Il centro è aperto al pubblico che vi può passeggiare tra gli alberi secolari lungo un bellissimo percorso dove si incontrano le nostre tartarughe mediterranee terrestri e d'acqua. Per i bambini c'è un parco giochi attrezzato ed un luogo per il pic-nic. Si vede in diretta la clinica delle tartarughe, l'incubazione delle uova, la nascita dei piccoli, la maternità. Volontari e studenti danno spiegazioni necessarie e c'è anhe il cinema-bar delle tartarughe. Nella zona "Esotia" si vedono le tartarughe giganti del Sahel e tartarughe azzannatrici, tartarughe alligatori e tartarughe amazzoniche dalle zampe rosse.
Centro CICOGNE
Con la più grande voliera d'Italia 8presso il centro carapax a Massa Marittima).
Il Centro carapax ospita anche una colonia di cicogne bianche nell'ambito del progetto per la salvaguardia i questi bellissimi ucelli. Si sta tentando i restaurare la rotta di migrazione delle cicogne dall'Europa all'Africa facendo tornare allo stato selvatico questo magnifico uccello nei cieli d'Italia. Le cicogne si vedono da vicino, in contatto con il pubblico che può entrare nella voliera grande quanto un campo di calcio ed alta fino a 25 metri. Venite a vedere le parate nuziali, la costruzione del nido e i piccoli. Tutto ciò in un quaro paesaggistico bellissimo a Massa marittima

RISERVA NATURALE TORRENTE FARMA
comuni di Roccastrada e Monticiano.
gestione: provincia di Grosseto.
anno di istituzione: 1996
si estende per 1500 ettari di valli e colline con boschi, piccoli spazi coltivati e appezzamenti destinati al pascolo. al centro dell'area, su un crinale che divide il torrente farma dal fosso lanzo, si trova il castello e la fattoria del belagaio. tra le rarità botaniche presenti vi sono la betulla, il tasso, il bosso, il brugo e l'agrifoglio. tra i mammiferi si trova la lontra e il ferro di cavallo maggiore e minore oltre la martora, la puzzola, e il gatto selvatico.
poco distante dal castello del belagaio, in prossimità della riva destra del fiume, c'è un
piccolo laghetto naturale chiamato "stagno della troscia"; costituisce l'habitat ideale del tritone alpestre.

RISERVA NATURALE LA PIETRA
Comune di roccastrada e Chiusdino.
gestione: provincia di Grosseto
anno di istituzione: 1996
la pietra è caratterizzata da ampie superfici forestali. le quote maggiori si raggiungono sul poggio ricavolo (533 metri slm) e sul poggio alto (512 metri slm). il caratteristico sperone roccioso denominato la pietra (442 metri slm) le da il nome. la vegetazione è costituita dal carpino nero, carpino bianco, cerro, leccio, acero campestre, orniello, nocciolo, corniolo, olmo e faggio, rovere, erica scoparia, e viburno, roverella, acero di montpellier.
l'eccezionalità delle condizioni climatiche ha reso possibile la vita di specie che trovano
l'optimum ecologico sopra i 1000 metri, come la genista sagittalis e il lupinus grecus.
e' possibile osservare il falco pecchiaiolo e il biancone che nidificano nella zona.

RISERVA NATURALE CORNATE E FOSINI
Comune di Montieri e Radicondoli.
gestione: provincie di Grosseto e siena.
anno di istituzione: 1996
le cornate sono una meta di rilievo nazionale. si tratta di un massiccio montuoso che supera ampiamente i 1000 metri di altezza ed è costituito da un complesso di rupi calcaree a strapiombo. la prateria arida che sovrasta il monte è una zona di grande interesse geologico con presenze rilevanti di fauna e di flora.
al piede delle cornate verso siena si trova il castello di fosini, mentre sul versante grossetano si trovano le cave di rosso ammonitico (note per aver fornito il materiale di colore rosa per la pavimentazione del duomo di siena) e i resti di un'antica miniera d'argento (del xii secolo) sul poggio mutti. le cornate sono considerate una delle migliori postazioni per l'osservazione notturna degli astri per lo scarso inquinamento aeroluminoso della zona.

PARCO INTERPROVINCIALE MONTIONI
Comuni di Follonica, Massa Marittima, Suvereto, Campiglia Marittima e Piombino.
gestione: provincia di Grosseto e livorno.
anno di istituzione: 1998
il parco ha una estensione di circa 7000 ettari e raggiunge l'altezza massima di 300 metri (poggio al chiecco). il territorio è caratterizzato dalla presenza di testimonianze storiche ed artistiche: dai resti degli insediamenti protostorici, a quelli etruschi e romani cui si sovrappongono edifici medievali come la pievaccia, i ruderi del castello di montioni vecchio, le terme di montioni e varie testimonianze di archeologia medievale come le cave di allume. all'interno del perimetro del parco si trova la riserva naturale statale di poggio tre cancelli. i colli del parco di montioni sono ricoperti da una fitta vegetazione dove prevale il leccio, misto talvolta a caducifoglie. frequenti anche aree precedentemente coltivate ed oggi colonizzate da nuove specie vegetali in via di sviluppo (gariga e macchia bassa). la fauna è rappresentata da ungulati come il capriolo e il cinghiale, uccelli silvicoli ed infinite specie legate al bosco e alle radure.

OASI DI PROTEZIONE FAUNISTICA PADULE E COSTIERE DI SCARLINO
gestione: provincia di Grosseto.
anno di istituzione: 1998.
superficie anpil: 745 ha
l'oasi di protezione comprende soprattutto terreni di proprietà pubblica per una superficie
complessiva di oltre mille ettari. le costiere sono un'area boscata e agraria adiacente ad una zona paludosa. qui vivono alcune specie minacciate come il tarabuso, il falco di palude e il forapaglie castagnolo. nell'oasi nidificano la cannaiola, il pendolino, la poiana, il gheppio, l'upupa, la civetta, il torcicollo, e l'allodola. tra l'avifauna svernante c'è l'albanella reale, l'oca selvatica, le anatre di superficie come il germano reale, l'alzavola, la marzaiola, il fischione e per i rallidi. l'area boscata coincide con l'anpil ed è costituita da estesi forteti, ma anche da caducifogliecome il cerro e da pinete.

RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE BELAGAIO
comune di Roccastrada.
anno di istituzione: 1980
la riserva naturale statale di popolamento animale del belagaio si inserisce nel sistema di riserve naturali del farma-merse, un insieme di ambienti diverse collegati tra loro attraverso spazi di integrazione, gestione programmata e tutela diffusa. la riserva presenta una parte del territorio a seminativo e una parte boscato, sul versante del
torrente farma. all'interno della riserva si trova il castello del belagaio e altri edifici storici. qui si trovano il picchio rosso maggiore e il picchio muratore, l'allocco, la civetta e probabilmente il gufo comune. il nome del castello del belagaio deriva da "pelagus", l'acquitrino che esisteva nell'avvallamento davanti al castello. l'area fu bonificata grazie alla costruzione di un cunicolo di scolo che, passando sotto gli edifici, sbuca nella val di farma. il castello del belagaio, come gli altri manieri fortificati della nostra provincia, è passato di mano tra i potenti che alternativamente si sono imposti nella zona. e' stato possesso della famiglia aldobrandeschi, dell'abbazia di san lorenzo al lanzo, degli
ardengheschi e dei grottanelli. fu proprio il conte lorenzo grottanelli a trasformarlo in villa-fattoria.

RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE MARSILIANA
comune di Massa Marittima, Follonica e Suvereto.
anno di istituzione: 1980
la riserva naturale statale di popolamento animale di marsiliana copre una superficie di circa 450 ettari limitrofi al parco interprovinciale di montioni. si tratta di un'area collinare con altitudine media di 120-180 metri sul livello del mare, caratterizzata da zone agricole alternate a vegetazione naturale costituita da cedui di sclerofille sempreverdi.
interessante il progetto pilota per la conservazione e la valorizzazione della razza equina e bovina maremmana.

RISERVA NATURALE STATALE BIOGENETICA TOMBOLI DI FOLLONICA
comune di Scarlino e Follonica.
anno di istituzione: 1977
la riserva naturale statale tomboli di follonica è un'area protetta particolare. una parte, infatti, si trova all'interno dell'abitato di follonica e comprende due parchi pubblici (la pineta di levante e quella di ponente). l'area protetta interessa una superficie complessiva di 55 ettari, di cui 11 adibiti a giardino pubblico. si estende lungo il litorale partendo dal puntone di scarlino fino a senzuno.

RISERVA NATURALE STATALE BIOGENETICA SCARLINO-POGGIO SPEDALETTO
comune di scarlino.
anno di istituzione: 1977
la riserva naturale biogenetica di poggio spedaletto è il prolungamento dell'oasi faunistica del padule e delle costiere. l'area protetta ricade all'interno del comune di scarlino e confina con la riserva biogenetica tomboli di follonica. in totale copre una superficie di 51 ettari sull'omonimo poggio Spedaletto. La vegetazione è costituita in prevalenza da leccio ed in un crinale da una pineta adulta di pino domestico dove, nel sottobosco, spicca il ginepro coccolone. Cinghiale, volpe, faina, donnola, istrice, tasso e riccio sono ospiti abituali di questi boschi. tra i rettili si segnala la testuggine terrestre, la lucertola, il ramarro e la vipera. L'avifauna è caratterizzata da colombacci (svernanti), ghiandaie e più in generale passeriformi.

RISERVA NATURALE STATALE INTEGRALE POGGIO TRE CANCELLI
Comune di Follonica.
Anno di istituzione: 1971
La riserva ricade all'interno del Parco interprovinciale di Montioni.
Si estende per 99 ettari, 50 di riserva propriamente detta e 49 destinati a fascia di protezione. La flora attuale è caratterizzata da boschi con enormi esemplari di leccio, cerro e sughera, formazioni di orniello, corbezzolo, carpino nero, fillirea latifolia, erica, carpino bianco, acero trilobo, corniolo, alaterno, lentisco, mirto, viburno, sordo domestico, ciavardello. Numerosi sono i rapaci diurni e notturni come il gheppio, la poiana, la civetta e il barbagianni. Tra i mammiferi dominano il capriolo e il cinghiale.
Frequenti anche gli incontri con l'istrice, il riccio, lo scoiattolo, il tasso, la volpe, e la
faina.

IN COLLINA
RISERVA NATURALE BASSO MERSE
Comune di Civitella Paganico, Murlo e Monticiano.
Gestione: Provincia di Grosseto e Siena
Anno di istituzione: 1996
Una cerniera boschiva di oltre duemila ettari situata lungo la valle del torrente Merse che
unisce le province di Siena e Grosseto, caratterizzata da un paesaggio collinare.
In tutta l'area prevale una vegetazione a sclerofilla sempreverde mediterranea.
Le associazioni a dominanza di leccio, specialmente a quote basse (in prossimità del Merse) e nelle situazioni più fresche, si arricchiscono di caducifoglie come cerro, roverella, orniello, e capino nero, oltre a salici, pioppi, frassini e ontani lungo il fiume.

RISERVA NATURALE MONTAUTO
Comune di Manciano.
Gestione: Provincia di Grosseto.
Anno di istituzione: 1996
Si estende per 199 ettari, in parte di proprietà dell'Enel, all'interno del Comune di Manciano. Confina con la provincia di Viterbo, a stretto contatto con l'Oasi WWF di Vulci.
L'area è caratterizzata da un bacino idrico e da una cava, attualmente in disuso.
Vicino all'acqua prevalgono formazioni di arbusti, molte specie erbacee. Assai limitati sono i boschi con prevalenza di pioppo e frassino meridionale. Tra l'avifauna è possibile incontrare l'albanella reale, lo sparviero, il gheppio, il falco pescatore, il barbagianni, l'assiolo, la civetta, il martin pescatore, oltre agli aironi cenerini le nitticore e la sgarza dal ciuffetto. Tra i mammiferi ci sono donnola, puzzola, faina, cinghiale, capriolo, volpe e istrice. Nel fiora si trovano la lontra ed il gambero di fiume.

DAL PADULE AL MARE
PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO TOSCANO
Comune di Isola del Giglio.
Anno di istituzione: 1996
Il parco nazionale dell'Arcipelago Toscano copre un'area complessiva di 18 mila ettari di territorio e oltre 40 mila di superficie di mare. E' gestito dall'Ente omonimo, che ha sede a Portoferraio (Isola d'Elba). Il parco interessa la provincia di Livorno e solo marginalmente quella di Grosseto. Rientra, infatti, nel suo perimetro un lembo meridionale dell'Isola del Giglio e la vicina Giannutri, limite meridionale dell'Arcipelago.
In totale 6400 ettari.

RISERVA NATURALE LAGUNA DI ORBETELLO
Comune di Orbetello.
Gestione: Provincia di Grosseto.
Anno di istituzione: 1998
La riserva occupa una superficie di 1553 ettari. Al suo interno anche il bosco di Patanella e le pertinenze di Casa Giannella, conosciute come la Riserva Naturale Statale di Popolamento Animale Laguna di Orbetello, gestita dal WWF Italia. La flora è costituita da una pineta litoranea (pino marittimo e domestico) e da vegetazione sclerofillica con ginepro fenicio e coccolone, filliree, alaterno, smilace, lentisco e mirto, leccio, sughera, orniello e roverella. Importanti tra la fauna le presenze dell'aquila anatraia maggiore, l'aquila di mare, gli svassi, i fenicotteri, le anatre e le folaghe.
E' zona umida di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar.

ZONA DI PROTEZIONE LUNGO LE ROTTE DI MIGRAZIONE DELL'AVIFAUNA. LAGO DI SAN FLORIANO
Comune di Capalbio.
Anno di istituzione: 1998
La zona di protezione è stata istituita per il grande valore che questa area riveste per l'avifauna acquatica. Occupa una superficie di 30 ettari all'interno del Comune di Capalbio ed è gestita dalla Provincia di Grosseto.
Tra gli uccelli presenti si segnalano il beccaccino, l'airone cenerino, la moretta e il moriglione. Nelle aree circostanti sono presenti lepri, cinghiali, volpi, tassi e istrici.

ZONA DI PROTEZIONE LUNGO LE ROTTE DI MIGRAZIONE DELL'AVIFAUNA. POGGIO CANALONI
Comune di Monte Argentario.
Anno di istituzione: 1998
La zona di protezione interessa 400 ettari, nella fascia di terra che va dalla Rocca di Porto Ercole fino a Punta Ciana. E' un'area con una grande densità floristica con specie rare. Poggio Canaloni ha grande rilievo per la conservazione dell'avifauna delle garighe e degli ambienti rupicoli, sia nidificante che svernante. Vi è stato avvistato anche il falco naumanni.

RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE. DUNA DI FENIGLIA
Comune di Orbetello.
Anno di istituzione: 1998
Nata nel 1971 la Riserva si estende su 474 ettari.
Interessa il corridoio di levante che collega l'Argentario alla terraferma, che è caratterizzato da un vasto impianto artificiale di pino domestico con rare specie di uccelli nidificanti: il lodolaio e il gufo comune.

RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE. LAGO DI BURANO
Comune di Capalbio.
Anno di istituzione: 1980
La riserva, riconosciuta anche come Zona di Importanza Internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, è stata istituita nel 1980 ed è gestita dal WWF.
Occupa una superficie di 410 ettari compresi tra Ansedonia e il Chiarone, di cui 140 occupati dal lago. E' un'area molto ricca dal punto di vista della flora e della fauna.
Sulla spiaggia ci sono gigli di mare, soldanelle di mare e santoline, cespugli di ginepro fenicio e coccolone. Nel sottobosco lentisco, mirto, fillirea, erica e ginepro. Il bosco è composto da leccio, sughere, roverelle, aceri e rovere. La fauna è caratterizzata da oche selvatiche, gabbiani, beccapesci, tarabusi e aironi cenerini, numerosi usignoli di fiume, cannareccioni, forapaglie castagnoli e migliarini di palude, anatre morette e i moriglioni.
Tra i rapaci troviamo il falco di palude e il falco pescatore. La macchia è popolata da uccelli silvani come capinere e pettirossi, mentre un ospite tipico è la tortora dal collare.
Sul mare sono sempre più frequenti incontri con specie nordiche come la sula. Nei prati si possono scorgere pavoncelle e pivieri dorati. Numerosi i daini. Nella macchia e tra le radure sabbiose della duna vivono l'istrice, il tasso, il coniglio selvatico, la puzzola e il riccio. Tra i rettili la testuggine terrestre e palustre, cervoni, vipere, biacchi, saettoni, lucertole, e ramarri.

RISERVA NATURALE STATALE DI POPOLAMENTO ANIMALE. LAGUNA DI PONENTE DI ORBETELLO
Comune di Orbetello.
Anno di istituzione: 1980
La riserva (circa 30 ettari), si trova nella zona di ponente della laguna e delimita un lembo di territorio paludoso già protetto con la precedente istituzione dell'Oasi WWf (1971). In questa area mare e acqua dolce si miscelano, favorendo la creazione di una straordinaria varietà di ambienti dove vivono oltre 10 mila anatre svernanti, nidifica il fenicottero e sono presenti il fraticello, la sterna comune e la volpoca. Di notevole importanza la presenza di una "garzaia" di airone cenerino e garzetta. Tra i mammiferi si segnalano istrici, volpi e tassi.

RISERVA NATURALE DIACCIA BOTRONA
Comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia.
Gestione: Provincia di Grosseto.
Anno di istituzione: 1996.
La Diaccia Botrona si estende su oltre mille ettari di territorio ed è considerata la più significativa area umida italiana (dal '91 riconosciuta anche di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar).
Istituita nel '96 è ciò che rimane dell'antico Lago Prile, che arrivò ad occupare 50 chilometri quadrati e fu prosciugato nel XIX secolo.
Il padule occupa, allo stato attuale, circa 700 ettari, a ridosso della pineta di Castiglione
della Pescaia e si allunga sulla pianura che collega la stazione balneare con Grosseto.
La Diaccia Botrona possiede un raro e significativo ecosistema, che ospita un'incredibile varietà di microorganismi viventi, sia vegetali che animali.E' una vera e propria "banca genetica" che dà un grande contributo al mantenimento della biodiversità della zona.
Tra i salicornieti, i limoneti, la cannuccia palustre, i giunchi e i carici, sono presenti anche una quindicina di specie di orchidee.
L'avifauna rappresenta la componente più interessante e spettacolare della riserva.
Sono, infatti, circa 200 le specie rilevate che si avvicendano nell'arco dell'anno, di cui circa 80 nidificanti.
Tra le più importanti il falco di palude, l'albanella reale, l'airone bianco, il falco pescatore,
il nibbio, il falco pecchiaiolo, il chiurlottello, la garzetta, la sgarza ciuffetto, la pittina
reale, l'airone rosso, il tarabuso, la ghiandaia marina, e il cuculo dal ciuffo.
Tra i mammiferi troviamo volpi, ricci, istrici, tassi, lepri e nutrie.
Numerosi sono anche i rettili, tra cui la testuggine palustre, la biscia dal collare, il biacco, il cervone, il colubro di Esculapio, la lucertola, l'orbettino, il ramarro, la luscengola, la testuggine terrestre e il geco.
Le acque sono popolate da pesci, crostacei, anellidi, aracnidi ed insetti.

PARCO NATURALE REGIONALE DELLA MAREMMA
Comune di Grosseto, Magliano in Toscana.
Orbetello.
Anno di istituzione: 1975
Il Parco naturale della Maremma è nato nel 1975 ed è gestito dalla Regione Toscana Ente Parco. Si estende lungo il tratto meridionale della costa maremmana da Principina a Mare fino a Talamone. Il suo territorio si può dividere in una zona a nord del fiume Ombrone, la Palude della Trappola, ed una a sud con i Monti dell'Uccellina.
La prima zona, tutta pianeggiante con acquatrini, pozze d'acqua e dune litoranee, ha scarsa vegetazione.
Partendo dalla spiaggia verso la duna si distinguono formazioni costituite da ammofile, gigli marini, eringi e soldanelle, mentre nella zona retrodunale crescono lentisco e olivastro, piante che precedono la vasta pineta granducale (600 ettari di pini domestici e marittimi). Sempre vicino alla costa ecco la classica macchia mediterranea con prevalenza di leccio e filliree, corbezzolo, eriche, ginepri coccoloni e lici. Nell'entroterra alle specie sempreverdi si associano specie caducifoglie come orniello cerro, roverella, acero minore, e sughera. Numerosa la fauna, tra cui il cinghiale e il daino insieme all'istrice, tasso, volpe, riccio, donnola, faina e nutria. Tra gli uccelli acquatici da segnalare codoni e fischioni, germani reali e alzavole, moriglioni, mestoloni, morette, e marzaiole. Oltre agli anatidi è possibile osservare chiurli, cavalieri d'India, aironi, falchi di palude, albanelle reali e albanelle minori.
(tel. 0564/407111)

 
 

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